Perché Snap vuole comprarsi un’azienda cinese di droni che fanno selfie?

“Se riesco ad arrivare alla fine di questo discorso oggi, sarà la prima volta che porto a termine qualcosa qui ad Harvard”. Mark Zuckerberg, visibilmente emozionato, in giacca e cravatta, per salutare e ispirare i neo laureati di Harvard, dopo aver ritirato la laurea ad honorem, parte proprio da dove ha lasciato, il ritiro dall’Università, per trasferirsi in California e occuparsi del successo planetario della sua creatura, Facebook. “Il più bel ricordo dei tempi passati qui è sicuramente quello di aver incontrato Priscilla (poi diventata sua moglie). Entrare ad Harvard è forse ciò che ha reso i miei genitori più orgogliosi”.

“Trovare un obiettivo non è abbastanza”
Dopo una parentesi privata, si rivolge alla platea in un lungo discorso tutto incentrato sulla necessità di trovare uno scopo nella vita e lavorare perchè la libertà di averne uno appartenga a tutti. Sono parole incentrate sul sociale, sull’importanza della collaborazione e soprattutto sulla forza che si può trarre da una comunità mondiale forte e interconnessa. “Sono qui per dirvi che trovare un obiettivo non è abbastanza, la sfida è creare un mondo in cui tutti abbiano uno scopo nella vita. Averne uno ti fa sentire di appartenere a qualcosa più grande di noi stessi…Quando i nostri genitori si sono laureati – ha continuato – per loro c’era il lavoro, la chiesa, la comunità. Ma oggi la tecnologia e l’automatismo stanno eliminando molti lavori. Il senso della comunità è diminuito. Molte persone si sentono depresse, mentre cercano di riempire un vuoto. Ho viaggiato molto […] ho incontrato tanti che mi hanno detto come la loro vita sarebbe stata migliore se avessero avuto qualcosa da fare”.