zonaindustriale-page

L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro: di conseguenza le Zone Industriali di ogni nostro comune sono il luogo dove si costruisce e si producono le basi della società civile e perciò della libertà. Se si è voluto affermare questo primato del Lavoro proprio nel primo articolo della Costituzione, potrebbe voler dire che le zone produttive sono una sorta di Tempio della Democrazia, anche più importanti degli organismi istituzionali e dei luoghi della cultura e dei servizi come scuole, municipi, biblioteche e centri commerciali. Anche in questi organismi si lavora, ma l’origine del ciclo produttivo parte dalle Zone Industriali. Quando rallenta la produzione, si condiziona tutto il resto.
I padri costituenti hanno parlato del Lavoro ancor prima della famiglia forse perché avevano capito prima di noi che senza Lavoro la famiglia non può nascere e progredire.

Se facciamo una passeggiata in una delle nostre Zone Industriali, come si fa nei nostri centri commerciali e storici, scopriamo invece che nella maggior parte dei casi, al valore dato non corrisponde un’immagine adeguata: erbacce, rifiuti e trascuratezza sembrano invertire le posizioni dei nostri 42 articoli costituenti.

Facciamo un confronto con quel che accade in Europa. Il preambolo della Costituzione francese scritta nel 1945 cita il “Lavoro” al 5 punto ma, nella Costituzione vera e propria del 1958, per trovare la parola “lavoro” bisogna arrivare all’Art. 34. Se però facciamo una ricognizione attraverso Google Maps in una qualunque zona industriale della regione Rhone-Alpes, corrispondente dal punto di vista produttivo alla nostra Lombardia, scopriamo una cura estetica dei quartieri produttivi da far invidia.

Molto potrebbe essere fatto per migliorare l’immagine e la funzionalità delle nostre Zone Industriali. Noi riteniamo, con questa nostra proposta, di poter dare un valido contributo ad uno sviluppo della “Cultura del Lavoro” inteso come elemento fondamentale per la realizzazione di un benessere condiviso e duraturo.